Pedagogika.it - Numero 1 Anno XIII - Scuola. Non uno di meno
Pubblicato il 2009-04-27 16:59:36
Numero 1_XIII_Gennaio-Febbraio-Marzo 2009 (pdf)
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NUMERO 1 ANNO XIII
SCUOLA. NON UNO DI MENO
(GENNAIO/FEBBRAIO/MARZO 2009)
Scuola. Non uno di meno
Nell’affrontare il dossier “Scuola. Non uno di meno”, che potrete leggere – ci auguriamo con qualche stimolo - su questo numero di Pedagogika.it, è¨ riaffiorata alla nostra mente la figura di Riccardo Massa, filosofo dell’educazione il cui insegnamento costituisce per noi un punto di riferimento. Un vero educatore, Massa, attraversato da una vera passione che accompagnava i toni della sua riflessione, provocatoria, mai banale e sempre autorevole, sul senso dell’educazione e dell’istruire. Lo testimonia la sua proposta radicale di “Cambiare la scuola”, dal titolo di un suo saggio del 1997, ripensandone la forma piuttosto che – riduttivamente – gli elementi di funzionalità didattica, organizzativa o progettuale. In questo libro egli scriveva: “Per poter cambiare la scuola, come per poter operare qualunque cambiamento, occorre per prima cosa, aldila dei soliti discorsi di carattere politico e istituzionale, un esercizio di pensiero. Solo attraverso il pensiero è possibile generare qualcosa di pratico e di concreto. La scuola chiede di essere ricreata e rigenerata, non semplicemente abolita o rinnovata”.
Non appaia fuor di luogo, ma pensiamo che ancora oggi di questa dignità del discorso pedagogico continui a sentirsi l’urgente bisogno. Non certo del “cambiare la scuola” introdotto dalla “riforma” Gelmini, il cui unico merito è quello di riportare la riflessione “in piazza”. Dove, in piazza, si sta non soltanto come appartenenti al mondo della scuola, come addetti ai lavori ma, secondo solida idea di democrazia, come cittadini. E, in quanto cittadini, il tema, la questione all’ordine del giorno, a nostro parere, continua ad essere quella dell’idea di società che attraverso l’idea di scuola si intende promuovere. Sullo scorso numero di questa rivista, nella sua “Lettera aperta al Ministro Gelmini”, una dirigente scolastica scriveva: “La scuola è diventata fucina di nuova cittadinanza e presidio prioritario per prevenire razzismi, egoismi, separazioni, emarginazioni. ...Tornare indietro significherà umiliare la cultura dei docenti della scuola... ma, soprattutto, far regredire il Paese”.
Se, come riteniamo, valgono ancora qualcosa i principi di inclusione sociale, di allargamento dei diritti di cittadinanza, di centralità della scuola pubblica come luogo della formazione laica e plurale, di educazione come valorizzazione delle soggettivita e dei saperi, allora è bene riaffermarli con forza. E in tale atto riteniamo nostro compito ineludibile quello di non limitarci alla pura e semplice contrapposizione dettata dalle modalità delle retoriche e delle pratiche politiche in atto – nelle quali poco o, meglio, nulla conta il tema della qualita e della sostenibilità sociale e costituzionale dell’istruzione e della formazione. Piuttosto, vorremmo restituire valore all’“esercizio di pensiero”, andando a recuperarne la concretezza nelle esperienze e nelle sperimentazioni pedagogiche e didattiche, quelle del passato e quelle del presente, interrogandoci sul senso ed il valore dell’educare, dell’istruire, dell’apprendere, verificando le forme di rappresentazione ed auto-rappresentazione della professione di insegnante. Senza peraltro omettere, in ciò, di mantenere quella sincerità dello sguardo che, capace di misurarsi anche con gli insuccessi e i fallimenti, consente di sviluppare nuovi e rinnovati significati e percorsi..
IL SOMMARIO
Editoriale – Il milieu educativo 5
di Maria Piacente
Dossier – Scuola. Non uno di meno
La scuola tra speranze e agguati 10
Nel radar della Destra al governo non c’è traccia di una scuola intesa come spazio di relazione, dove sia possibile cogliere e decifrare il cuore del mondo infantile e giovanile. Con il risultato fallimentare (il non sapere ascoltare e dialogare con gli alunni) di spezzare il filo che annoda socializzazione e alfabetizzazione, relazione e conoscenza.
di Franco Frabboni (Direttore Centro Interdipartimentale di Ricerche Educative Alma Mater Studiorum, Università di Bologna)
Altre vie. Una scuola oltre l’ovvio 14
La bellezza e la tragedia della scuola sta proprio in questa tensione tra l’inevitabilità dell’omologazione dei soggetti rispetto a logiche eteronome rispetto alla pedagogia e l’impulso a un sovvertimento di queste logiche in funzione
dell’aspetto critico di ogni sapere. Tenere aperta questa dialettica è lo scopo
della scuola oggi, il suo mandato politico e l’aspetto ancora perdurante del suo
valore di emancipazione.
di Raffaele Mantegazza (Docente di pedagogia generale e sociale Facoltà di Scienze della Formazione, Università Bicocca Milano)
La scena educativa 19
Troppo spesso ci si sforza di mappare l’immaginario della scuola, cercando di trarre indicazioni e offrire segnali pedagogici reinterpretando i caratteri salienti di
questa mappa. Forse si tratta, invece, di rischiare una differente sperimentazione
del territorio anziché orientare lo sguardo sulla mappa. Si tratta di diventare
attori di un’esplorazione che osservi lo spazio vuoto non come qualcosa da riempire di segni, ma qualcosa che va ascoltato anche se ciò che sentiamo è molto simile al silenzio siderale dei corridoi del liceo di Colombine
di Francesco Cappa (Esperto di Clinica della formazione, collabora con gli insegnamenti di Educazione Estetica e di Pedagogia Generale presso l’Università Bicocca di Milano)
Il benessere senza responsabilità. Alcune indicazioni educative 27
Qualcosa non torna, all’educazione sta mancando qualcosa. Raziocinio ed emozioni, invece di coesistere, fanno a pugni, rompono le righe e invadono i confini della società
civile. Non va bene. Tocca alla scuola sbrogliare la faccenda. E per farlo la scuola
deve esplorare il malessere della società di cui è immagine ma, prima, deve interrogarsi sulla corrispettiva idea di benessere che questa stessa società si è costruita.
di Cristiana La Capria (Insegnante e Pedagogista)
A scuola si diventa cittadini di oggi e di domani? 34
Appare necessario che chi è professionista dell’educazione si aggiorni nel solo
modo opportuno oggi, che è quello di aprirsi al futuro in tutta la sua complessità
di ipotesi.
di Giancarla Codrignani (Giornalista, saggista)
Critica della scuola per una pedagogia critica 40
La mancanza di un reale contributo critico in ambito pedagogico limita il discorso sulla scuola, non cogliendone aspetti rilevanti di natura istituzionale e connessi
agli attuali processi che interessano i sistemi scolastici a livello internazionale.
Senza un respiro critico adeguato, il dibattito sulla scuola risulta limitato, circoscritto, contingente e dettato dai tempi e dai modi di pensare della politica ma
non della dimensione politica della pedagogia
di Piergiorgio Reggio (Docente di Pedagogia della comunicazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si occupa prevalentemente di educazione degli adulti, pedagogia sociale e interculturale. Vice-presidente di IPF Italia (Istituto Paulo Freire) e Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Valutazione)
Educare o istruire? 46
La certezza che il pensiero di Massa dovesse continuare a rappresentare un
riferimento epistemologico ed esperienzale per chiunque si avvicini al mondo dell’educazione ha spinto un gruppo di collaboratori storici, amici colleghi e studenti del pedagogista ad immergersi nella comprensione e consapevolezza pedagogica che il suo lavoro di ricerca ha aperto.
di Dafne Guida Conti (Psicopedagogista, Direttore Generale Stripes Coop. Soc. ONLUS)
L’interrogazione dello stereotipo. Un metodo possibile nell’educazione alla differenza e alla relazione 50
Lo stereotipo sembra essere una modalità di espressione necessaria. Il suo ruolo
protettivo costituisce il mezzo attraverso il quale, in molti casi, inizia il parlare di sé. È come un tastare il terreno a partire dalle proprie sicurezze, quel metterle innanzi che necessariamente precede la disponibilità ad “affidarsi” ad un ascoltatore, esterno o interno che sia.
di Letizia Lambertini (Specializzata in antropologia di genere. Lavora dal 1993 per organismi di Pari Opportunità occupandosi di formazione, orientamento al lavoro, mediazione linguistica e culturale e, in particolare, di progetti di educazione al confronto tra generi e culture.)
L’accoglienza e l’integrazione nelle scuole degli alunni istituzionalizzati e adottati 61
La scuola, oggi più che in passato, è chiamata a dare risposte sempre più appropriate a richieste educative nuove, talvolta anche insospettabili e per le quali spesso si trova impreparata. Tuttavia, essa, pur di non venire mai meno ai suoi compiti istituzionali, etici e sociali, una volta intercettato il nuovo bisogno educativo, si organizza per conoscerlo, interpretarlo e soddisfarlo. E’ proprio in questo ambito della pedagogia speciale che si colloca l’esperienza che sto conducendo nella provincia di Caltanissetta.
di Carmelo Benfante Picogna(Insegnante, si occupa di supporto all’Autonomia Scolastica presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Caltanissetta)
Dalla parte della Costituzione 64
Parlerò da uomo di scuola, che nella scuola ha sempre profondamente creduto, che la scuola non ha mai considerato un mestiere e che, se gli fosse dato di rina
scere, tornerebbe a fare il professore
di Alcide Malagugini(Alcide Malagugini nacque a Rovigo il 15 ottobre 1887. Avvicinatosi giovanissimo agli ideali socialisti (a Rovigo fu compagno di liceo di Matteotti), si laureò in lettere a Pavia dove, agli inizi del Novecento, fu segretario della Camera del Lavoro. Fu l’ultimo Sindaco democraticamente eletto di Pavia prima del Fascismo, dal 1920 all’ottobre del ’22, quando fu costretto alle dimissioni e al trasferimento a Milano. Nel 1924-25 insegnò Lettere classiche al Liceo Manzoni, da dove fu allontanato per “incompatibilità con le direttive del fascismo”. Convinto sostenitore della scuola pubblica, fu allora costretto per vivere a insegnare in scuole private: potrà tornare nel suo Manzoni, questa volta come Preside, solo dopo la Liberazione, dal 1945 al 1955. Fu membro della Consulta, poi eletto alla Costituente, quindi alla Camera dei deputati per il collegio Milano-Pavia per le prime quattro legislature: per il PSI sino al gennaio 1964, quando, con la formazione del primo Governo di centro-sinistra, passò allo PSIUP, che nel 1964 lo indicò come proprio candidato di bandiera alla carica di Presidente della Repubblica. Morì a Milano il 24 dicembre del 1966)
Temi ed esperienze
Prospettive famigliari nei giovani. La famiglia tra valore e possibilità 70
La famiglia continua ad occupare un ruolo fondamentale nei processi di crescita della persona, rappresentando l’agenzia primaria e il sistema educativo di base
nel quale generi, generati e generazioni si affiancano in una esperienza evolutiva
fondata su legami forti.
di Enrico Miatto (Dottore di ricerca in Scienze pedagogiche e didattiche. Collaboratore alla cattedra di Pedagogia generale Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Padova)
Adolescenza: assunzione del o esposizione al rischio? 75
L’esperienza del “vissuto emotivo perturbante”, della sfida del limite, dell’agire concretamente le emozioni, anche quando l’acting è connesso alla rimozione delle stesse, sono fenomeni normali, necessari perché evolutivi. Tuttavia, per
alcuni adolescenti particolarmente vulnerabili essi possono cristallizzarsi in patologia, in fuga antievolutiva volta ad eludere l’elaborazione dolorosa dei vissuti
altamente eccitatori e/o perturbanti legati alla crescita.
di Valeria Perrucci (Psicologa, Centro EOS, Pavia)
Adolescenti e legalità. Il disimpegno morale e la “mal-educazione” degli adulti 83
E’ fondamentale che gli adulti riconoscano le potenzialità dei giovani e ne promuovano il protagonismo attivo, attivando opportunità ambientali più variegate
e protettive, che consentano loro d’incrementare l’autostima e di perseguire gli
obiettivi evolutivi preservando il proprio benessere.
di Cecilia Armenise (Assistente Sociale specialista presso L’U.S.S.M. di Bari, Dipartimento Giustizia Minorile)
Il “Progetto di ricerca” e la qualità della formazione in ambito pubblico 92
Per costruire un’alleanza di lavoro spesso si pensa allo spazio della formazione o alla supervisione del lavoro del gruppo, ma l’aspettativa di intervento e di cambiamento appare riposta all’esterno.
di Emanuele Toniolo*, Emilia Canato**, Giannamaria Grisolo*** (*Direttore Dipartimento.di Salute mentale Az. USSL 18 Rovigo, ** Psicologa e Psicoterapeuta Az. USSL 18 Rovigo, *** Neuropsichiatra infantile Az. USSL 18 Rovigo)
La differenza di genere nell’Odissea. Donne, sentimenti, incontri 94
La ricerca del sé autentico passa necessariamente attraverso la dimensione dell’alterità, che diviene elemento rilevante. L’amore di sé necessita dell’amore
che l’altro ci può offrire
di Dario Costantino (Docente di pedagogia sociale, Facoltà di Scienze motorie, Università di Palermo)
Il percorso vale più della meta 100
La mano nel cappello: dal libro ad un convegno per intravedere nuovi orizzonti nelle professioni sociali che si occupano della persona con disabilità
di Annamaria Bianchi Cesareo (Presidente Coop. Sociale Il Mosaico, Bulgarograsso (Co))
Cultura
A due voci 104
di Angelo Villa e Ambrogio Cozzi
Scelti per voi 108
a cura di Ambrogio Cozzi
Arrivati in redazione 116
In Vista
L'educatore sociale in un mondo globalizzato, AIEJI XVII World Congress, Copenhagen, 4-7 May 2009 118
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