Pedagogika.it - Numero 2 Anno XIV - Corpo a corpo. La madre
Pubblicato il 2010-05-10 14:39:47

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PEDAGOGIKA.IT N. 2 ANNO XIV
SOMMARIO
5 Editoriale
La spinta ad esistere, Maria Piacente
SEZIONE DOSSIER CORPO A CORPO. LA MADRE
10 Introduzione
12 La pluralizzazione delle figure materne, di Chiara Saraceno
Quali sono i confini e le relazioni tra i corpi nella generazione, chi è socialmente legittimata a essere una madre e chi lo decide, che rapporto vi è tra maternità e paternità? La continua riproposizione di questi problemi sulla scena storica, pur nella varietà delle circostanze e delle condizioni, lungi dal costituire una prova della loro naturalità, segnala come la maternità venga costruita tramite approssimazioni parziali, contingenti, provvisorie, per quanto fortemente istituzionalizzate.
22 Fra maternità ed emancipazione: Sibilla Aleramo e Maria Montessori, di Anna Bravo
Nel 1901 una giovane donna assiste a una rappresentazione di Casa di bambola, vede il pubblico applaudire per tre atti e protestare “con candido zelo” all’ultima scena, quando Nora se ne va. È colpita al cuore dalla “povera bambola di sangue e di nervi”, che si rende conto della propria inconsistenza, della propria riduzione a “gioco e diletto” per marito e figli.
30 Ruolo materno nelle pratiche e nelle teorie filmiche, di Veronica Pravadelli
La Feminist Film Theory, e più in generale gli studi di genere, è l’unica linea di ricerca, nel campo cinematografico, ad avere studiato in modo articolato, sistematico quasi, le questioni relative alla costituzione del soggetto e al rapporto tra maschile e femminile.
40 From mother to mothering, di Rossana di Silvio
Ideologie, discorsi e pratiche attorno al femminile nello sguardo dell’antropologia culturale. Maternità e mothering non sono prodotti naturali, espressione diretta della ‘biologicità del portare i figli, ma il risultato di specifici costrutti culturali, e come tali variabili a seconda delle società, delle culture, del contesto storico. Uno scenario presente soltanto all’interno della comunità umana, poiché solo l’uomo in collettività è produttore di senso sugli eventi della sua esistenza.
47 Madri/non madri: una discussione a partire dal libro Perché non abbiamo avuto figli?, di Graziella Bonansea
Decidere in piena autonomia su una questione importante come la maternità, decidere sia di avere figli, quando e con chi, e di averne anche parecchi se questo è il reale desiderio, sia di non averne. Le donne non sono, né devono essere necessariamente madri.
51 Stato interessante, di Giancarla Codrignani
“Stato interessante”, peccato che nessuno si chieda mai “per chi”. Infatti, nella stessa concezione dello Stato sembra che la donna abbia figli solo per suo dovere o, sublimando, piacere. Intanto le nazioni appaiono denominate dal verbo “nascere”, come a dire che sono generate dalle donne. Eppure le donne non hanno goduto della nazionalità, se è vero che assumevano automaticamente all’atto del matrimonio - e continuano ad assumere nei paesi di diritto patriarcale - quella del marito.
56 Eva o la nascita come esilio, di Fabrizio Chello
Se non si dà nessuna presenza senza separazione, allora la presenza di Eva – quel sentire di sentire che consente di riconoscersi e conoscere – può darsi solo come apertura “all’infinita eco presente dell’assenza”, ossia solo come rischiaramento di una perdita mai del tutto riconosciuta.
62 La sessualità della madre, di Angelo Villa
L’idolatria della figura materna reperisce il suo fondamento essenziale nel rigetto della sessualità, per tutto quel che ciò comporta in ciascun individuo. Da qui, per contrapposizione, l’inevitabile innalzamento della figura materna sul piedistallo dell’ideale. Collocazione ritenuta tanto inattaccabile e meritevole quanto, al fondo, paradossalmente garantita da quel che in linea di principio dovrebbe costituire la sua negazione.
68 Il lutto della madre, di Francesca Dionigi
Sperimentare la mancanza si pone come fondamentale per il bambino fin dalle sue origini: essa, però, non deve essere confusa con la deprivazione, la trascuratezza o la violenza dell’Altro nella cura verso l’infante; la frustrazione, introdotta dal materno in situazioni specifiche, deve giocarsi come una castrazione, andando incontro alla possibilità di essere elaborata.
74 Mammismo!, di Davide Scheriani
Una riflessione semiseria sulla centralità della figura materna nel sistema familiare contemporaneo. Scomodati illustri: Carl Gustav Jung, Charles Baudelaire, Erich Fromm, Aldo Busi, Piero Chiambretti e tanti altri…
81 Disfare la madre, rifare la madre, di Manuela Fraire
La fantasia di sostituire i pezzi difettosi del nostro corpo (i trapianti sono un esempio significativo) porta traccia di un corpo, preverbale, fatto di parti non integrate tra loro che lo sguardo di un altro ha riunificato in una forma riconoscibile perché simile alla propria. “ Tu sei il mio bambino” significa “tu sei come me”, della stessa specie cioè.
88 Di madre in figlia. Storia di un'analisi, di Lella Ravasi Bellocchio
Nella relazione madre-figlia, come nelle storie d’amore, come nella stessa vicenda analitica, enigma irresolubile, che si fatica a riconoscere, è la compresenza del “materno” (irriducibile a ogni comprensione razionale) e del “femminile” (altrettanto potente, irriducibile e inconscio). Fino a quando si sta ancorate ai ruoli c’è la possibilità del vuoto, di non sapere nulla nel permanere dell’indifferenza schiacciante, ma si rischia di venire stritolate quando ci si stacca.
SEZIONE CULTURA – LIBRI, MUSICA, CINEMA
103 A due voci, Angelo Villa, Ambrogio Cozzi
107 Scelti per voi, Libri Ambrogio Cozzi (a cura di), Cinema, Cristiana La Capria (a cura di), Musica, Angelo Villa (a cura di)
119 Uno, nessuno, centomila…ruoli per l’educatore. Una ricerca del Centro Studi Riccardo Massa
120 La LUA, la Libera Università dell'Autobiografia

